Calcolo TFR: la quota annua del trattamento di fine rapporto

Calcola la quota annua di TFR (trattamento di fine rapporto) — l'importo che il datore di lavoro accantona ogni anno per ogni dipendente — pari alla retribuzione lorda annua divisa per 13,5.

✓ Revisione editoriale Aggiornato May 31, 2026 di Ugo Candido
Amount & Quantity
La retribuzione lorda annua utile al TFR. Comprende la retribuzione fissa e quella ricorrente; in genere si considera il lordo full year.
Il divisore fissato dalla legge: retribuzione annua ÷ 13,5 dà il TFR lordo accantonato ogni anno. Lascia 13,5 salvo casi specifici.
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Scenari di confronto

Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:

ScenarioTFR accantonato nell'anno
€27.000 retribuzione (€2.000/anno)$2,000.00
€35.000 retribuzione$2,592.59
€20.000 retribuzione$1,481.48
€50.000 retribuzione$3,703.70

Come funziona questo calcolatore

Inserisci la retribuzione lorda annua e il divisore di legge (13,5). Il calcolatore restituisce il TFR lordo accantonato per quell'anno. Nel corso del rapporto queste quote annuali si accumulano (e vengono rivalutate) fino a formare la somma versata alla cessazione del rapporto. Il TFR è retribuzione differita maturata durante il lavoro, non un costo aggiuntivo alla fine.

La formula

Cost per Unit

Unit Cost = Total Amount / Quantity

Total Amount is the full cost or price, Quantity is the number of units it covers

Esempio pratico

Su una retribuzione lorda annua di €27.000, il TFR accantonato nell'anno è €2.000 (27.000 ÷ 13,5). Il TFR (spesso chiamato liquidazione) è la somma che ogni dipendente in Italia riceve alla cessazione del rapporto — per qualunque causa, incluse dimissioni. Ogni anno viene accantonato circa un tredicesimo e mezzo della retribuzione lorda; il saldo accumulato è rivalutato annualmente (un fisso dell'1,5% più il 75% dell'inflazione ISTAT) e liquidato — con tassazione separata favorevole — quando il rapporto cessa.

Concetto chiave

Il TFR è una delle caratteristiche più distintive del lavoro dipendente in Italia, e alcuni punti chiariscono come si costruisce. La quota annua è retribuzione lorda ÷ 13,5 (circa il 7,41% della retribuzione); da questa viene trattenuto un contributo INPS dello 0,50%, quindi l'accantonamento netto annuo è leggermente più basso della semplice divisione mostrata qui. Il TFR maturato viene rivalutato ogni anno con un coefficiente pari all'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT, mantenendo grosso modo il passo con i prezzi. È dovuto a prescindere dalla causa di cessazione — dimissioni, licenziamento, pensione — quindi è retribuzione differita, non una penale di uscita. Dove va a finire il denaro dipende da una scelta: il lavoratore può lasciarlo in azienda (nelle imprese con 50+ dipendenti è trasferito al Fondo di Tesoreria INPS) oppure conferirlo a un fondo di previdenza complementare, che può offrire un rendimento più alto nel lungo periodo e vantaggi fiscali superiori, ma vincola la somma fino al pensionamento. Alla liquidazione, il TFR è soggetto a tassazione separata — un regime distinto e generalmente favorevole basato sull'aliquota media degli anni precedenti — anziché entrare nel reddito dell'anno. Questo calcolatore mostra la quota lorda annua; la liquidazione finale è la somma di queste quote su tutti gli anni di servizio, al netto del contributo INPS, più la rivalutazione annua e prima della tassazione separata. Verifica il divisore e il contributo per un calcolo preciso, e ricorda che la scelta di destinazione (azienda o fondo pensione) cambia il modo in cui il saldo cresce.

Lordo vs netto: come funziona la tassazione separata

L'importo sopra è il TFR lordo accantonato per l'anno. Quando il TFR viene liquidato alla cessazione del rapporto NON viene sommato al reddito ordinario di quell'anno. La legge italiana applica la tassazione separata — un'aliquota media calcolata sul reddito degli ultimi cinque anni. È generalmente favorevole perché impedisce che la somma una tantum spinga il dipendente nello scaglione IRPEF più alto nell'anno della liquidazione.

In pratica, l'aliquota effettiva su un TFR liquidato è di solito tra il 23% e il 35% — vicina agli scaglioni IRPEF più bassi — e viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dalla banca. L'Agenzia delle Entrate può poi emettere un piccolo conguaglio quando riconcilia il calcolo con lo storico dei redditi.

Eccezione importante: se il TFR è conferito a una previdenza complementare (fondo pensione), il trattamento fiscale del riscatto è ancora migliore — tipicamente 15%, ridotto dello 0,30% per ogni anno di contribuzione oltre il 15°, con un minimo del 9%.

Rivalutazione annua

Il TFR lasciato in azienda viene rivalutato ogni anno di una componente fissa dell'1,5% più il 75% della variazione annua dell'indice ISTAT FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi). Con inflazione al 2% la rivalutazione è quindi 1,5% + 0,75 × 2% = 3%; con inflazione al 4% diventa 1,5% + 0,75 × 4% = 4,5%.

La rivalutazione è a sua volta tassata con un'imposta sostitutiva del 17% — aliquota più alta che in passato, ma applicata solo alla componente di rivalutazione, non alla nuova quota dell'anno. La rivalutazione si calcola sul saldo al 31 dicembre dell'anno precedente, non sui versamenti dell'anno corrente.

In una carriera lunga la rivalutazione cumulata pesa: su una retribuzione di €30.000 mantenuta costante per 30 anni, la quota di rivalutazione del TFR finale è circa €39.000 — una parte significativa sopra ai €66.667 di contributi, come mostra la tabella sotto.

Dove va il TFR: in azienda o in un fondo pensione

Ogni dipendente effettua una scelta una tantum sulla destinazione del TFR. Lasciarlo 'in azienda' significa che l'impresa accantona e rivaluta il fondo all'aliquota di legge dell'1,5% + 75% dell'inflazione; per le imprese con 50+ dipendenti il TFR è trasferito al Fondo di Tesoreria INPS, con la stessa formula di rivalutazione.

Conferire il TFR a un fondo pensione complementare (fondo negoziale, fondo aperto o PIP) sposta la somma in un vero fondo di investimento. Il rendimento dipende dal comparto scelto (garantito, obbligazionario, bilanciato, azionario) e dai costi del fondo — su orizzonti lunghi i comparti azionari hanno storicamente battuto la rivalutazione di legge, ma con rischio di mercato.

Se il contratto collettivo prevede un contributo del datore (matching), il conferimento al fondo pensione attiva quel contributo — di fatto denaro che il dipendente perde lasciando il TFR in azienda. La decisione è di norma irrevocabile, ma la destinazione può essere spostata tra fondi qualificati.

TFR accumulato in carriera (retribuzione €30.000, inflazione 2%)

La quota annua è €2.222 (30.000 ÷ 13,5). Ogni anno il saldo riportato viene rivalutato di 1,5% + 75% × inflazione — qui un tasso del 3% — e poi viene aggiunta la nuova quota. Su 30 anni la sola rivalutazione aggiunge €39.000 ai contributi.

Anni di servizioSaldo (lordo)Totale contribuitoRivalutazione cumulata
1€2.222€2.222€0
5€11.798€11.111€687
10€25.475€22.222€3.253
15€41.331€33.333€7.998
20€59.712€44.444€15.267
25€81.021€55.556€25.465
30€105.723€66.667€39.056

Importi lordi prima della tassazione separata; non includono l'imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione, il contributo INPS dello 0,50% trattenuto da ogni quota, né eventuali aumenti retributivi.

TFR in azienda vs in un fondo pensione complementare

La scelta di destinazione è una delle decisioni di finanza personale più rilevanti per un dipendente in Italia. Differenze principali:

AspectLascia in aziendaConferisci a fondo pensione
Rivalutazione annua1,5% + 75% ISTAT, fissata per leggeRendimento di mercato del comparto scelto (variabile)
Tassazione della rivalutazioneImposta sostitutiva 17% sulla rivalutazione20% sui rendimenti finanziari del fondo
Tassazione alla liquidazioneTassazione separata, aliquota media ~23–35%15%, ridotta dello 0,30% per anno oltre il 15° (min. 9%)
Contributo del datoreAssenteSpesso disponibile da CCNL — di fatto denaro aggiuntivo gratuito
LiquiditàLiquidato alla cessazione; anticipazioni limitateBloccato fino alla pensione, con eccezioni (casa, malattia, disoccupazione)
Rischio di investimentoNullo — garantito da datore / INPSSì — dipende dal comparto (garantito vs azionario)

Domande frequenti

Come si calcola il TFR annuo?

Si divide la retribuzione lorda annua per 13,5. Su €27.000 sono €2.000 accantonati nell'anno. Viene poi trattenuto un piccolo contributo INPS dello 0,50%, quindi l'accantonamento netto è leggermente inferiore, e il saldo accumulato viene rivalutato ogni anno.

Cos'è il TFR?

Il trattamento di fine rapporto — una somma che ogni dipendente in Italia riceve alla cessazione del rapporto, per qualunque causa incluse le dimissioni. È retribuzione differita maturata durante il rapporto (circa un tredicesimo e mezzo del lordo ogni anno), rivalutata annualmente, non un compenso aggiuntivo che il datore aggiunge alla fine.

Perché si divide per 13,5?

Perché la legge italiana (art. 2120 c.c.) fissa 13,5 come divisore della quota annua del TFR: retribuzione lorda annua ÷ 13,5 dà l'importo lordo accantonato nell'anno (circa il 7,41% della retribuzione). È un valore di legge, non derivato dal numero di mensilità.

Il TFR viene rivalutato nel tempo?

Sì. Il TFR accumulato viene rivalutato ogni anno di un fisso 1,5% più il 75% della variazione dell'indice ISTAT FOI, mantenendo grosso modo il passo con i prezzi. Questo calcolatore mostra la quota lorda accantonata in un singolo anno, prima della rivalutazione del saldo.

Come viene tassato il TFR alla liquidazione?

Con tassazione separata — un regime distinto e generalmente favorevole basato sull'aliquota media degli anni precedenti — anziché essere sommato al reddito dell'anno di percezione. Se invece il TFR è conferito a un fondo di previdenza complementare, si applicano regole fiscali ancora più favorevoli al momento del riscatto.

Riferimenti e fonti ufficiali

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Metodologia e revisione

Ugo Candido ✓ Editor
Founder & Editor-in-Chief di CalcDomain — responsabile della metodologia, delle fonti e della revisione tecnica di questo calcolatore.

La quota annua di TFR è la retribuzione lorda annua divisa per 13,5, il divisore stabilito dall'art. 2120 c.c. Restituisce l'importo lordo accantonato in un anno e non applica il contributo INPS dello 0,50%, la rivalutazione annua (1,5% + 75% inflazione ISTAT), né la tassazione separata applicata in fase di liquidazione.

Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento May 31, 2026.