Calcolo bollo titoli: imposta di bollo 0,2% sul deposito titoli
Calcola il bollo titoli italiano — l'imposta di bollo annuale dello 0,2% (imposta di bollo) prelevata sul valore del deposito titoli — e quello che ti resta dopo il prelievo.
Adjust the inputs and select Calculate for a full breakdown.
Scenari di confronto
Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:
| Scenario | Bollo titoli | Valore del deposito più bollo |
|---|---|---|
| 0,2% di €50.000 (€100) | $100.00 | $50,100.00 |
| 0,2% di €100.000 | $200.00 | $100,200.00 |
| 0,2% di €25.000 | $50.00 | $25,050.00 |
| 0,2% di €500.000 | $1,000.00 | $501,000.00 |
Come funziona questo calcolatore
Inserisci il valore del tuo deposito titoli (dossier titoli) e l'aliquota dell'imposta di bollo (0,2%). Il calcolatore mostra il bollo dovuto; sottrailo dal valore per vedere quello che ti resta. L'imposta di bollo sui prodotti finanziari è un'imposta annuale calcolata sul valore del conto, calcolata e trattenuta automaticamente dalla tua banca o broker — non sui tuoi guadagni, ma sulla posizione stessa.
La formula
Percentage Add-On
Rate is the tax or tip percentage applied to the amount
Esempio pratico
Allo 0,2% su un deposito titoli di €50.000, il bollo titoli annuale è €100. L'imposta di bollo sui depositi titoli (spesso chiamata 'bollo titoli' o 'bollo dossier titoli') è un'imposta italiana applicata ogni anno allo 0,2% (2 per mille) sul valore di mercato degli strumenti finanziari detenuti — azioni, obbligazioni, ETF e fondi. È prelevata sul valore indipendentemente dal fatto che gli investimenti siano cresciuti o calati, e la banca solitamente calcola e trattiene automaticamente l'imposta, spesso ripartita pro-rata per il periodo di detenzione del conto.
Concetto chiave
Il bollo titoli è un piccolo ma ricorrente costo per gli investitori italiani, e capirne la base è importante perché si applica sul valore, non sul profitto. L'aliquota standard è dello 0,2% all'anno (2 per mille) applicata al valore di mercato degli strumenti finanziari in un deposito titoli — azioni, obbligazioni, ETF, fondi comuni e simili — quindi un portafoglio più grande paga proporzionalmente di più ogni anno, sia in caso di guadagno che di perdita. Caratteristiche principali: la banca o broker (il 'sostituto d'imposta') normalmente calcola, ripartisce pro-rata e trattiene l'imposta per te, spesso trimestralmente o tramite estratto conto, quindi è dedotta automaticamente anziché autodichiarata; per le persone fisiche non c'è limite massimo sul bollo del deposito titoli (il limite esistente si applica ai conti aziendali/non persone fisiche come massimo fisso), quindi i portafogli individuali di alto valore pagano l'intero 0,2%. È distinta da due imposte correlate che questo calcolatore non copre: il bollo fisso annuale di €34,20 sui conti correnti ordinari (importo forfettario, dovuto solo sopra una soglia di saldo per le persone fisiche), e l'IVAFE — l'imposta di bollo equivalente sugli asset finanziari detenuti all'estero, prelevata allo stesso 0,2% ma autodichiarata nella dichiarazione dei redditi per gli investimenti detenuti all'estero. Il bollo è inoltre separato dall'imposta sulle plusvalenze (26% sulla maggior parte dei guadagni finanziari in Italia) e dal bollo pagato sulla parte cash dei conti. Per gli investitori, le implicazioni pratiche: lo 0,2% è un costo annuale che si compone contro i rendimenti di lungo periodo come una commissione di fondo, è dovuto anche in un anno negativo, e detenere asset all'estero non lo evita (l'IVAFE lo replica). Questo calcolatore mostra il bollo annuale sul valore inserito e ti lascia leggere il netto; per una cifra precisa, considera l'eventuale pro-rata se il conto non è stato tenuto per tutto l'anno, e ricorda che le partecipazioni all'estero sono coperte dall'IVAFE.
Come è calcolato realmente: pro-rata e periodo di possesso
Il bollo titoli si calcola pro-rata per il periodo di possesso del conto durante l'anno. Se apri un deposito titoli a luglio, paghi solo per i 6 mesi residui dell'anno (0,2% × 6/12 = 0,1% sul valore medio). Allo stesso modo, chiudendo a settembre, paghi per 9/12 dell'anno = 0,15%.
Il valore di riferimento è il valore di mercato al termine di ogni periodo di rendicontazione (di solito trimestrale), quindi un portafoglio che oscilla durante l'anno paga sul valore medio dei trimestri. Per posizioni stabili la differenza è marginale; per portafogli volatili o che crescono rapidamente, può differire materialmente dal calcolo basato sul solo valore finale.
Pratico: la banca ti addebita il bollo trimestralmente o annualmente a seconda del contratto. Le banche online (Fineco, Directa, Webank, Trade Republic) di solito addebitano trimestralmente, evidenziando il bollo nella rendicontazione. Le banche tradizionali spesso addebitano annualmente sui depositi titoli.
Bollo titoli vs IVAFE: detenere in Italia o all'estero
L'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all'Estero) è la versione 'estera' del bollo titoli. Si applica con la stessa aliquota dello 0,2% sul valore di asset finanziari detenuti presso intermediari esteri (broker online stranieri, conti bancari esteri, polizze assicurative estere). Differenza chiave: NON è trattenuta automaticamente — devi autodichiararla nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi.
Esempio concreto: investitore italiano con €200.000 su Interactive Brokers (broker statunitense). Nessuna banca italiana trattiene il bollo. Devi dichiarare le posizioni nel Quadro RW (monitoraggio fiscale) E calcolare l'IVAFE: €200.000 × 0,2% = €400 da pagare annualmente con F24. Le sanzioni per mancata dichiarazione del Quadro RW sono pesanti (3-15% delle somme non dichiarate).
Strategia: per portafogli grandi (€100k+), valutare un broker italiano (Fineco, Directa, Trade Republic Italia) per evitare la complicazione dell'IVAFE — il costo è equivalente ma l'amministrazione è automatica. Per chi preferisce broker internazionali per costi/strumenti specifici, calcolare l'IVAFE annuale e includerla nei costi totali di investimento.
Costo annuo cumulato: l'impatto invisibile sul rendimento di lungo periodo
Lo 0,2% all'anno sembra trascurabile ma cresce nel tempo. Su un portafoglio di €100.000 mantenuto per 30 anni, il bollo cumulato è €6.000 nominali (€200/anno × 30) ma con interessi composti contro di te, equivale a una riduzione del rendimento finale di circa 6-8% rispetto a un portafoglio privo di bollo.
Esempio concreto: €100.000 investiti per 30 anni al 7% al lordo. Senza bollo: cresce a €761.000. Con bollo 0,2% annuale (che riduce il rendimento netto al 6,8%): cresce a €726.000. Differenza: €35.000 — più del 5× il bollo nominale cumulato di €6.000. È l'effetto 'drag' del bollo composto contro i rendimenti.
Confronto con altri costi: una commissione di gestione del fondo dell'1% all'anno è 5× più impattante del bollo. Un broker italiano con costi di transazione bassi + ETF a basso TER (0,1-0,3%) + bollo 0,2% = costo totale annuo ~0,3-0,5%. Molto più basso rispetto ai fondi comuni gestiti attivamente che caricano 1,5-2,5%. Il bollo è un costo minore in un contesto di investimento efficiente in costi.
Domande frequenti
Come si calcola il bollo titoli?
Si moltiplica il valore del deposito titoli per lo 0,2% (2 per mille). Su un deposito da €50.000, il bollo annuale è €100. Si applica sul valore degli strumenti finanziari, non sui guadagni, ed è solitamente ripartito pro-rata e prelevato automaticamente dalla banca o broker.
Cos'è il bollo titoli?
L'imposta di bollo annuale italiana sui depositi titoli — lo 0,2% del valore di mercato degli strumenti finanziari detenuti (azioni, obbligazioni, ETF, fondi). È un'imposta annuale sulla posizione stessa, prelevata indipendentemente dall'andamento degli investimenti, e raccolta dalla banca o broker.
Il bollo si calcola sui guadagni o sul valore?
Sul valore. Lo 0,2% si applica al valore di mercato del deposito titoli, non sul tuo profitto — quindi lo paghi ogni anno indipendentemente dal rendimento. Questo lo rende un costo continuo che, come una commissione di fondo, si compone contro i rendimenti di lungo periodo. È separato dall'imposta sulle plusvalenze del 26% sui guadagni finanziari.
C'è un limite massimo sul bollo titoli?
Non per le persone fisiche sui depositi titoli — i portafogli individuali di alto valore pagano l'intero 0,2% senza tetto. Un massimo fisso si applica solo ai conti aziendali (non persone fisiche). Il bollo forfettario di €34,20 si applica ai conti correnti ordinari, un'imposta diversa.
Il bollo si applica anche agli asset detenuti all'estero?
Indirettamente sì, tramite un'imposta parallela: l'IVAFE applica lo stesso 0,2% agli asset finanziari detenuti all'estero, ma è autodichiarata nella dichiarazione dei redditi italiana anziché trattenuta da un intermediario italiano. Quindi spostare gli investimenti su un conto estero non evita il prelievo — l'IVAFE replica il bollo nazionale.
Riferimenti e fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Imposta di bollo sui prodotti finanziari · consulted May 31, 2026 · Autorità fiscale italiana — disciplina del bollo titoli e degli strumenti finanziari (0,2%)
- D.P.R. 642/1972 — Disciplina dell'imposta di bollo — allegato A, art. 13 · consulted May 31, 2026 · Fonte normativa primaria dell'imposta di bollo sui titoli e strumenti finanziari
- MEF — Dipartimento delle Finanze — IVAFE — Imposta sulle attività finanziarie estere · consulted May 31, 2026 · Imposta gemella che applica lo stesso 0,2% agli strumenti finanziari detenuti all'estero
Calcolatori correlati
Metodologia e revisione
L'imposta di bollo è l'aliquota applicata al valore del deposito titoli; il totale è il valore più l'imposta in modo che bollo (chargeAmount) e netto siano leggibili a colpo d'occhio. Modella l'aliquota standard dello 0,2% sul valore di mercato e non applica il minimo fisso per conti di soggetti non persone fisiche, il bollo ordinario sui conti correnti, né l'IVAFE sugli investimenti detenuti all'estero.
Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento May 31, 2026.