Calcolo Detrazione Ristrutturazione: Bonus Casa 50% / 36%

Calcola la detrazione IRPEF da bonus ristrutturazione — quanto risparmi sulle imposte nei 10 anni successivi ai lavori di recupero edilizio.

✓ Revisione editoriale Aggiornato June 1, 2026 di Ugo Candido
Percentage & Amount
Aliquota di detrazione IRPEF: 50% per spese 2024 sulla prima casa (regime storico); 36% per spese dal 2025 (legge di bilancio 2025) salvo abitazione principale che mantiene il 50% nei limiti previsti. Verifica il regime applicabile per l'anno di sostenimento della spesa.
L'importo speso per i lavori di ristrutturazione (fatture pagate con bonifico parlante). Limite di spesa: €96.000 per unità immobiliare e per anno solare.
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Scenari di confronto

Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:

ScenarioDetrazione totale (10 anni)Spesa netta (a tuo carico)
€30.000 lavori · 50%15,00015,000
€30.000 lavori · 36% (dal 2025)10,80019,200
€50.000 lavori · 50%25,00025,000
€96.000 limite max · 50%48,00048,000

Come funziona questo calcolatore

Inserisci la spesa totale per i lavori (fatture pagate con bonifico parlante) e l'aliquota di detrazione vigente per l'anno in cui hai sostenuto la spesa: 50% per spese fino al 2024 sulla prima casa (regime storico ex-art. 16-bis TUIR); 36% per spese dal 2025 secondo le ultime leggi di bilancio. Il risultato è la detrazione totale, che si recupera in 10 rate annuali costanti (importo totale / 10) sotto forma di credito IRPEF nella dichiarazione dei redditi. La rata annua è effettivamente detraibile solo entro il limite dell'IRPEF dovuta nell'anno: l'eccedenza si perde.

La formula

Percentage of an Amount

Result = Amount × Percentage / 100

Amount is the base value, Percentage is the rate applied to it

Esempio pratico

Spesa di €30.000 al 50% (regime fino 2024). Detrazione totale: €15.000, ripartita in 10 rate annuali da €1.500. Per 10 anni il contribuente riduce l'IRPEF dovuta di €1.500/anno. La spesa netta effettiva sui 10 anni è €30.000 − €15.000 = €15.000 — la metà del costo lordo. Stessa spesa al 36% (regime dal 2025): detrazione totale €10.800, rate annuali €1.080, spesa netta €19.200. La 'sconto' implicito è quindi sceso dal 50% al 36% del costo dei lavori.

Concetto chiave

Il bonus ristrutturazione (Art. 16-bis TUIR) è il principale strumento di incentivo all'edilizia residenziale: copre tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su unità abitative. Si applica con un limite di €96.000 per unità immobiliare per anno solare; gli importi superiori non danno diritto a detrazione aggiuntiva. La rateazione decennale è obbligatoria (10 rate annuali costanti, non è possibile concentrarle): un contribuente con IRPEF dovuta annua inferiore alla rata 'perde' l'eccedenza, e per questo l'agevolazione conviene davvero solo a chi ha un'IRPEF annua di almeno la quota detraibile per l'intero decennio. Sono ammessi anche interventi su parti comuni condominiali (con riparto in millesimi) e per l'acquisto di immobile ristrutturato dall'impresa costruttrice. La detrazione assorbe anche IVA, oneri professionali e oneri di urbanizzazione. Importante: per fruire del bonus il pagamento deve avvenire con bonifico parlante (che cita norma, codice fiscale del beneficiario e P.IVA dell'impresa); pagamenti in contanti o bonifici ordinari fanno decadere l'agevolazione. Dal 2025 il regime è cambiato: l'aliquota è scesa al 36% (con eccezione del 50% mantenuto solo per l'abitazione principale e nei limiti previsti), e altri bonus (superbonus, ecobonus, sismabonus) hanno subito profonde modifiche con la fine delle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura per la generalità dei lavori.

Il bonus al 50% vs al 36%: come cambia il vantaggio reale

Il bonus ristrutturazione (art. 16-bis TUIR) è storicamente stato al 36%, ma per oltre un decennio (dal 2013 al 2024) è stato innalzato in via temporanea al 50% per le spese sostenute sulla prima casa. La legge di bilancio 2025 ha riportato l'aliquota al 36% per la generalità degli interventi, mantenendo il 50% solo per le spese su abitazione principale entro i limiti specifici previsti.

Il differenziale 14 punti percentuali (50% vs 36%) è enorme in valore assoluto. Esempio su €50.000 di lavori: al 50% recuperi €25.000 di detrazione (€2.500/anno × 10 anni); al 36% recuperi €18.000 (€1.800/anno × 10 anni). Lo Stato 'taglia' il sussidio di €7.000 sul singolo intervento. Per chi sta pianificando lavori il timing fiscale è quindi rilevante: chiudere fatture e pagamenti entro il 31 dicembre dell'anno in cui si applica l'aliquota più favorevole può valere migliaia di euro.

Vale il principio di cassa: conta la data del bonifico, non la data della fattura né la data di esecuzione dei lavori. Un cantiere iniziato a novembre 2024 con pagamenti rateali nel 2025-2026 ha aliquote diverse a seconda di quando si fa il bonifico parlante. Per ottimizzare conviene anticipare il pagamento nell'anno con l'aliquota migliore, ovviamente solo se i lavori sono già stati validamente eseguiti e fatturati (pagare lavori non ancora fatti espone al rischio di contestazione).

IRPEF capiente: perché il bonus conviene solo se hai abbastanza tasse da scontare

La detrazione per ristrutturazione è una detrazione IRPEF — abbatte l'imposta lorda dovuta, non genera un credito rimborsabile. Se la rata annua del bonus è superiore all'IRPEF lorda dovuta nell'anno, la differenza 'si perde': non si recupera negli anni successivi, non si trasforma in credito d'imposta, non si compensa con altri tributi.

Esempio critico: pensionato con €15.000 di pensione annua → IRPEF lorda ~€2.250, IRPEF netta dopo detrazioni per pensione ~€500-700. Se la rata del bonus ristrutturazione è €2.000/anno (lavori da €40.000 al 50%), ne recupera solo €500-700 e perde il resto. Su 10 anni l'effettiva agevolazione fruita è €5.000-7.000 invece dei €20.000 nominali.

Soluzioni pratiche: (a) ripartire la titolarità dell'agevolazione tra più familiari conviventi cointestatari della spesa, ciascuno con la propria IRPEF capiente, in proporzione ai pagamenti effettuati; (b) preferire interventi di taglio più piccolo che generino rate compatibili con l'IRPEF disponibile; (c) per redditi molto bassi valutare se i lavori sono davvero economicamente convenienti senza il pieno bonus. La pianificazione preventiva — calcolare l'IRPEF media decennale e dimensionare i lavori in funzione di quella — è il modo per massimizzare l'agevolazione realmente percepita.

Interventi ammessi: manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e oltre

Non tutti i lavori in casa rientrano nel bonus ristrutturazione. L'art. 16-bis TUIR ammette quattro categorie: manutenzione straordinaria (sostituzione di infissi, rifacimento impianti, frazionamento di unità abitative), restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (modifica della distribuzione, demo-ricostruzione), interventi necessari alla ricostruzione o ripristino dopo eventi calamitosi.

La manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione di pavimenti senza opere murarie, riparazione di sanitari) NON dà diritto al bonus sulla singola unità abitativa privata. Eccezione importante: la manutenzione ordinaria su parti comuni condominiali rientra nell'agevolazione, ripartita tra i condomini in millesimi. Per questo molti condomini approfittano del bonus per interventi sul tetto, sulla facciata, sull'androne, sull'impianto centralizzato.

Sono inoltre agevolati: realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali (anche se acquistati su nuovo), eliminazione di barriere architettoniche, interventi di prevenzione antisismica e antincendio, lavori per impedire atti illeciti di terzi (cancelli, inferriate, porte blindate), bonifica dall'amianto, contenimento dell'inquinamento acustico. L'IVA agevolata al 10% si applica agli stessi interventi per la prestazione dell'impresa esecutrice (con il limite dei materiali significativi). L'acquisto di una abitazione interamente ristrutturata dall'impresa costruttrice, se ceduta entro 18 mesi dalla fine dei lavori, dà diritto al bonus calcolato forfettariamente sul 25% del prezzo di acquisto entro il limite di €96.000.

Detrazione totale e rata annuale per spesa e aliquota

Detrazione totale (recuperabile in 10 anni) e rata annuale per i due regimi di aliquota in vigore. La spesa massima ammessa è €96.000 per unità immobiliare per anno solare; oltre questa soglia non si maturano ulteriori detrazioni.

Spesa50% — totale50% — rata/anno36% — totale36% — rata/anno
€10.000€5.000€500€3.600€360
€20.000€10.000€1.000€7.200€720
€30.000€15.000€1.500€10.800€1.080
€50.000€25.000€2.500€18.000€1.800
€80.000€40.000€4.000€28.800€2.880
€96.000 (max)€48.000€4.800€34.560€3.456

Limite di spesa massima: €96.000 per unità immobiliare per anno solare. Lavori che superano questa soglia non danno detrazione aggiuntiva nello stesso anno. La rata annuale è effettivamente fruita solo entro il limite dell'IRPEF dovuta nell'anno: per redditi bassi parte dell'agevolazione si perde.

Domande frequenti

Come si calcola la detrazione per ristrutturazione?

Si moltiplica la spesa sostenuta per l'aliquota vigente (50% per spese fino al 2024 sulla prima casa, 36% dal 2025 secondo la legge di bilancio). Il risultato è la detrazione totale, da ripartire in 10 rate annuali costanti. Esempio: €30.000 × 50% = €15.000 totali, €1.500/anno per 10 anni.

Qual è il limite di spesa per il bonus ristrutturazione?

€96.000 per unità immobiliare per anno solare. Spese superiori non danno detrazione aggiuntiva. Il limite si rinnova ogni anno: lavori pluriennali possono moltiplicare il tetto se le fatture sono distribuite su più periodi d'imposta (sempre con criterio di cassa, cioè data del pagamento).

Perché 10 rate annuali e non subito?

L'art. 16-bis TUIR prevede una rateazione obbligatoria in 10 quote annuali costanti, non concentrabili. È una scelta del legislatore per spalmare l'impatto sulle entrate erariali e per evitare salti d'imposta una tantum. Il contribuente recupera €1.500 (esempio) ogni anno per 10 anni, non €15.000 nell'anno dei lavori.

Cosa succede se la mia IRPEF annua è inferiore alla rata?

L'eccedenza non si recupera né negli anni successivi né come credito: si 'perde'. Esempio: rata €1.500/anno ma IRPEF dovuta €800 → recupero €800, perdo €700 per quell'anno. Per questo il bonus conviene davvero solo a contribuenti con IRPEF annua di almeno €1.500-2.000 (a seconda della rata) sostenibile per l'intero decennio.

Quali pagamenti sono validi per il bonus?

Solo bonifici parlanti (bancari o postali) che contengono: causale del versamento con riferimento alla norma agevolativa (art. 16-bis TUIR), codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o partita IVA del soggetto a favore del quale si effettua il bonifico. Pagamenti in contanti, assegni, bonifici ordinari, carte di credito → fanno decadere l'agevolazione.

Posso ancora cedere il credito o avere lo sconto in fattura?

Dal 2024 il decreto legge 'cessioni' (DL 11/2023) ha sostanzialmente eliminato cessione del credito e sconto in fattura per la generalità dei lavori. Restano possibili solo in casi residui specifici (es. interventi su edifici per zone terremotate, alcuni casi superbonus). Per la maggior parte degli interventi la detrazione si frui esclusivamente in dichiarazione dei redditi nei 10 anni successivi.

Riferimenti e fonti ufficiali

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Metodologia e revisione

Ugo Candido ✓ Editor
Founder & Editor-in-Chief di CalcDomain — responsabile della metodologia, delle fonti e della revisione tecnica di questo calcolatore.

La detrazione IRPEF per ristrutturazione si calcola come percentuale della spesa sostenuta (50% storico fino al 2024 per la prima casa, 36% dal 2025 secondo la legge di bilancio vigente). L'agevolazione è ripartita in 10 quote annuali costanti. Il calcolatore mostra l'importo totale detraibile e il valore della singola rata annuale (importo / 10). La detrazione è limitata all'IRPEF dovuta nell'anno: l'eccedenza non si recupera negli anni successivi.

Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento June 1, 2026.