Calcolo Rivalutazione TFR: 1,5% + 75% Indice FOI
Calcola la rivalutazione annua del Trattamento di Fine Rapporto — l'aggiornamento automatico del TFR accantonato, pari all'1,5% fisso più il 75% della variazione dell'indice FOI ISTAT.
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Scenari di confronto
Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:
| Scenario | Rivalutazione annua | TFR rivalutato |
|---|---|---|
| €25.000 TFR · 5,25% (FOI 5%) | $1,312.50 | $26,312.50 |
| €50.000 TFR · 3% (FOI 2%) | $1,500.00 | $51,500.00 |
| €10.000 TFR · 1,5% (FOI 0%) | $150.00 | $10,150.00 |
| €80.000 TFR · 7,5% (FOI 8%) | $6,000.00 | $86,000.00 |
Come funziona questo calcolatore
Inserisci l'importo del TFR maturato al 31 dicembre dell'anno precedente (lo trovi in busta paga di dicembre o nel CU) e il tasso di rivalutazione complessivo. Il tasso si calcola come 1,5% fisso + 75% della variazione FOI ISTAT dell'anno: per FOI al 5% il tasso è 1,5 + (0,75 × 5) = 5,25%. Il calcolatore restituisce l'aumento del TFR (chargeAmount) e il nuovo importo accantonato (total). La rivalutazione lordo è soggetta all'imposta sostitutiva del 17% versata dal datore di lavoro: tu vedi sempre il TFR già al netto.
La formula
Percentage Add-On
Rate is the tax or tip percentage applied to the amount
Esempio pratico
TFR accantonato €25.000, variazione FOI annua del 5% → tasso 5,25%. Rivalutazione lorda €1.312,50, imposta sostitutiva 17% = €223,12, rivalutazione netta €1.089,38. Nuovo TFR accantonato: €25.000 + €1.089,38 = €26.089,38 (più la quota maturata nell'anno: 1/13,5 della retribuzione annua, pari a circa il 7,41%). In un anno di alta inflazione (FOI 8%) il tasso sale a 7,5% e la rivalutazione netta è circa €1.556. In anno di deflazione (FOI 0%) si applica comunque l'1,5% minimo garantito = €375 di rivalutazione lorda.
Concetto chiave
La rivalutazione del TFR è una protezione parziale dall'inflazione: il 75% della variazione FOI catturano gran parte dell'erosione del potere d'acquisto, ma non tutta. Negli anni di inflazione alta (es. 2022 con FOI +8,1%, 2023 con FOI +5,4%) il TFR ha recuperato il 6-7% reale ma è rimasto comunque indietro di 1-2 punti rispetto al CPI generale. Negli anni di inflazione bassa (1-2%) il TFR rende il 2,25-3% nominali, sostanzialmente in linea o leggermente sopra. L'1,5% minimo garantito è cruciale: anche con FOI a zero o negativo il TFR cresce comunque, fornendo un floor di rendimento. La tassazione a parte: la rivalutazione lorda è soggetta all'imposta sostitutiva del 17% versata annualmente dal datore di lavoro (versamento entro il 16 febbraio dell'anno successivo per l'acconto del 90%, conguaglio in giugno); l'imposta sostitutiva sostituisce l'IRPEF sulla quota di rivalutazione del TFR. Importante: questa è la rivalutazione del TFR maturato in azienda (TFR lasciato presso il datore di lavoro o gestito da INPS per le aziende con >50 dipendenti). Se il TFR è stato destinato a previdenza complementare (fondo pensione), non si applica la rivalutazione legale: il TFR maturato segue invece il rendimento del fondo (variabile, dipende dalla linea di investimento scelta — comparto garantito, bilanciato, azionario). In assenza di scelta esplicita del lavoratore al momento dell'assunzione, il TFR maturando va in via 'tacita' a un fondo di settore (es. Cometa per metalmeccanici, Fonchim per chimici).
La formula 1,5% + 75% FOI: come è nata e perché
La formula della rivalutazione del TFR è codificata nell'art. 2120 del Codice Civile, modificato dalla legge 297/1982 che ha sostituito il vecchio sistema di 'indennità di anzianità' con il moderno TFR. La scelta dei due parametri non è casuale: 1,5% rappresenta il rendimento finanziario 'sicuro' (in linea con i rendimenti obbligazionari reali di lungo periodo dell'epoca); il 75% del FOI rappresenta la quota di inflazione che il datore di lavoro 'assorbe' nel costo del personale.
Storicamente la formula ha funzionato discretamente nei decenni 1990-2010 di bassa inflazione: con FOI medio del 2-3% il TFR rendeva nominalmente 3-3,75% annui, sostanzialmente in linea con BOT e BTP di pari durata. Negli anni 2010-2020 di inflazione vicina allo zero la formula ha sotto-performato (1,5-2% nominali contro rendimenti azionari del 6-8%), spingendo molti lavoratori a destinare il TFR alla previdenza complementare.
Il ritorno dell'inflazione nel 2022-2023 ha riportato il TFR a rendimenti significativi (6,1% nel 2022, 5,55% nel 2023) ma sempre con un 'sconto' del 25% rispetto all'inflazione piena. Su un orizzonte trentennale, il TFR è uno strumento di accumulo conservativo che protegge parzialmente dall'inflazione ma non costruisce ricchezza in termini reali: ogni anno i lavoratori 'pagano' implicitamente il 25% del FOI come 'tassa di permanenza' del TFR in azienda.
TFR in azienda vs Fondo Pensione: il confronto cruciale
Ogni lavoratore italiano deve scegliere, entro 6 mesi dall'assunzione, dove destinare il TFR maturando: lasciarlo in azienda (con rivalutazione legale 1,5% + 75% FOI) o conferirlo a un fondo pensione complementare. È una scelta che vale decine di migliaia di euro nei 30-40 anni di carriera media e va analizzata con attenzione.
Confronto numerico su 30 anni: stipendio annuo €30.000, quota TFR annua circa €2.222 (7,41%). Scenario A — TFR in azienda con rivalutazione media 2,5% (FOI medio 1,3%): montante finale circa €98.000 nominali. Scenario B — TFR in fondo pensione bilanciato con rendimento medio 4% nominale: montante finale circa €131.000 — quasi €33.000 in più. Scenario C — fondo pensione azionario con 6% nominale: circa €178.000 — €80.000 in più.
Il fondo pensione ha però svantaggi: minore liquidabilità (il TFR in azienda si può chiedere come anticipo dopo 8 anni per acquisto prima casa o spese sanitarie; il fondo permette anticipi limitati al 75% dopo 8 anni), volatilità (le linee azionarie possono perdere fino al 30% in anni di crisi), commissioni di gestione (0,2-1,5% annui che erodono il rendimento). Per i giovani sotto i 40 anni e con orizzonte lungo i fondi pensione bilanciati o azionari battono quasi sempre il TFR in azienda; per chi è vicino alla pensione o ha bassa propensione al rischio il TFR in azienda è la scelta più prudente. La detrazione fiscale del 19% sui versamenti volontari aggiuntivi al fondo pensione (fino a €5.164/anno) può ulteriormente migliorare il rendimento effettivo.
Imposizione fiscale: tassazione separata su capitale, sostitutiva 17% su rivalutazioni
Il TFR è soggetto a un doppio binario fiscale. Le rivalutazioni annue (la componente '1,5% + 75% FOI') sono tassate annualmente con imposta sostitutiva del 17%, trattenuta direttamente dal datore di lavoro e versata tramite F24 (acconto 90% entro 16 febbraio, conguaglio entro 16 giugno). Sui cedolini il lavoratore vede sempre l'importo già al netto: tu non devi fare nulla.
La componente capitale del TFR (le quote maturate anno per anno, pari al 7,41% della retribuzione annua) è invece tassata al momento dell'erogazione finale (fine rapporto) con il regime di tassazione separata: si calcola l'aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro e si applica al TFR capitale. Questo regime è quasi sempre più conveniente della tassazione ordinaria, perché smooth-a gli effetti dello scaglione marginale: per un lavoratore con stipendio medio €30.000 l'aliquota media tassazione separata è tipicamente 23-27%, contro un marginale ordinario del 35-43%.
Esempio aggregato: lavoratore con 30 anni di carriera, TFR finale €90.000 (€85.000 capitale + €5.000 saldo rivalutazioni dell'ultimo anno). Tassazione: il €5.000 dell'ultima rivalutazione 17% = €850 già versato dal datore. Il €85.000 capitale tassato con aliquota media 25% = €21.250. TFR netto incassato al pensionamento: €90.000 − €850 − €21.250 = €67.900. Per il TFR conferito a previdenza complementare il regime è significativamente più favorevole: aliquota agevolata 15% che scende al 9% per ogni anno di permanenza oltre il 15° (fino al minimo del 9% dopo 35 anni di iscrizione).
Rivalutazione lorda annua del TFR per stock e variazione FOI
Rivalutazione lorda annua del TFR (tasso 1,5% + 75% FOI) per diversi importi di TFR accantonato e scenari di inflazione. Sottrarre 17% di imposta sostitutiva per il netto effettivo.
| TFR maturato | FOI 0% (tasso 1,5%) | FOI 2% (tasso 3%) | FOI 5% (tasso 5,25%) | FOI 8% (tasso 7,5%) |
|---|---|---|---|---|
| €10.000 | €150 | €300 | €525 | €750 |
| €20.000 | €300 | €600 | €1.050 | €1.500 |
| €30.000 | €450 | €900 | €1.575 | €2.250 |
| €50.000 | €750 | €1.500 | €2.625 | €3.750 |
| €80.000 | €1.200 | €2.400 | €4.200 | €6.000 |
| €120.000 | €1.800 | €3.600 | €6.300 | €9.000 |
Cifre LORDE. Per il netto sottrarre il 17% di imposta sostitutiva (versata dal datore di lavoro). Esempio: rivalutazione lorda €1.050 → netta €871,50. Il tasso minimo garantito è 1,5% anche con FOI a zero o negativo. La quota TFR maturata nell'anno corrente non si rivaluta — entra nello stock soggetto a rivalutazione dall'anno successivo.
Domande frequenti
Come si calcola la rivalutazione del TFR?
Il tasso annuo è 1,5% fisso + 75% della variazione dell'indice FOI ISTAT dell'anno (dicembre vs dicembre). Esempio: variazione FOI 5% → tasso 5,25% (1,5 + 0,75×5). Si moltiplica il tasso per il TFR accantonato al 31/12 dell'anno precedente: €25.000 × 5,25% = €1.312,50 di rivalutazione lorda. Imposta sostitutiva 17% riduce il netto.
Su quale importo si applica la rivalutazione?
Sul TFR accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente (quindi sullo stock, non sulla quota dell'anno corrente). La quota TFR maturata nell'anno corrente non si rivaluta nell'anno stesso, ma entra nello stock soggetto a rivalutazione dall'anno successivo. Per questo i giovani con poco TFR vedono rivalutazioni in valore assoluto molto modeste anche con tassi alti.
Cos'è il '1,5% + 75%'?
È la formula codificata nell'art. 2120 c.c. introdotta nel 1986: 1,5% rappresenta una componente fissa di rivalutazione (anche quando l'inflazione è zero), mentre il 75% della variazione FOI cattura la parte inflattiva. La combinazione garantisce un rendimento nominale minimo dell'1,5% anche in deflazione, e una protezione parziale contro l'inflazione in tempi di rincari.
Quanto è la tassa sulla rivalutazione TFR?
L'imposta sostitutiva del 17% si applica annualmente sulla rivalutazione lorda (art. 11, comma 4 D.Lgs 47/2000, aliquota aggiornata). È trattenuta e versata dal datore di lavoro tramite F24. Sostituisce l'IRPEF sulla parte di rivalutazione: tu vedi sempre il TFR al netto, senza ulteriori conguagli. La quota capitale del TFR (la quota maturata anno per anno) sarà invece tassata separatamente al momento dell'erogazione finale con tassazione separata.
Se ho destinato il TFR a un fondo pensione, si rivaluta lo stesso?
No. Il TFR conferito a previdenza complementare segue il rendimento del fondo pensione, non la rivalutazione legale (1,5% + 75% FOI). Il rendimento del fondo dipende dalla linea di investimento scelta: comparto garantito (rendimenti vicini al TFR legale ma con garanzia di restituzione del capitale), bilanciato (mix obbligazioni-azioni), azionario (più volatile, potenzialmente più redditizio nel lungo periodo). I rendimenti dei fondi sono pubblicati annualmente da COVIP.
La rivalutazione vale anche se il TFR è in INPS?
Sì. Per le aziende con almeno 50 dipendenti che non hanno destinato il TFR a previdenza complementare, il TFR maturando viene versato al Fondo Tesoreria INPS (legge 296/2006). Anche in questo caso si applica la rivalutazione legale 1,5% + 75% FOI: INPS la calcola e capitalizza, e l'importo finale è erogato a fine rapporto come se fosse rimasto in azienda.
Riferimenti e fonti ufficiali
- Art. 2120 Codice Civile — Disciplina del Trattamento di Fine Rapporto — rivalutazione · consulted May 31, 2026 · Fonte normativa primaria — formula 1,5% fisso + 75% variazione indice FOI
- ISTAT — Istituto Nazionale di Statistica — Indici FOI per la rivalutazione del TFR · consulted May 31, 2026 · Indice ufficiale FOI utilizzato per la rivalutazione annua del TFR — variazione dicembre vs dicembre
- D.Lgs 47/2000 — art. 11 — Imposta sostitutiva del 17% sulle rivalutazioni del TFR · consulted May 31, 2026 · Disciplina della tassazione sostitutiva annua sulle rivalutazioni del TFR maturato in azienda
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Metodologia e revisione
La rivalutazione annua del TFR (art. 2120 c.c.) è data da 1,5% fisso + 75% della variazione dell'indice FOI ISTAT (Famiglie di Operai e Impiegati, al netto dei tabacchi) rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente. Il calcolatore applica il tasso composito già calcolato (es. variazione FOI 5% → rivalutazione 1,5% + 75% × 5% = 5,25%) all'importo del TFR accantonato. La rivalutazione è soggetta all'imposta sostitutiva del 17% versata dal datore di lavoro.
Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento June 1, 2026.