Calcolo Pignoramento Stipendio: Limite del Quinto e Quota Trattenibile

Calcola la quota di stipendio (o pensione) che può essere pignorata o ceduta — il classico limite 'del quinto' che protegge una parte della retribuzione del lavoratore in caso di debiti.

✓ Revisione editoriale Aggiornato June 1, 2026 di Ugo Candido
Percentage & Amount
20% (un quinto) è il limite per la cessione volontaria e per i pignoramenti da singolo creditore ordinario (banche, finanziarie, fornitori). 25% per crediti tributari e contributivi in casi specifici. Fino al 50% in concorso tra più creditori. Per gli alimenti il giudice fissa la quota nel decreto, senza limite legale standard.
Lo stipendio mensile NETTO (dopo IRPEF, addizionali e contributi INPS). La base di calcolo per il pignoramento è il netto, non il lordo. Per i pensionati la base è la pensione netta al netto delle ritenute fiscali.
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Scenari di confronto

Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:

ScenarioQuota pignorabile / cedibileQuota residua netta in busta paga
Stipendio €1.800 · 20% (un quinto)3601,440
Stipendio €2.500 · 50% (concorso)1,2501,250
Stipendio €1.500 · 20%3001,200
Stipendio €3.000 · 25% (tributario)7502,250

Come funziona questo calcolatore

Inserisci lo stipendio netto mensile e l'aliquota di pignorabilità applicabile (20% di default — il limite più comune della cessione del quinto e del pignoramento ordinario). Il calcolatore restituisce la quota trattenibile e la quota residua che resta in busta paga. Lo stipendio netto da considerare è quello effettivamente percepito dopo IRPEF, addizionali regionali e comunali, e contributi INPS — non il lordo. Per i pensionati il calcolo è identico ma c'è una garanzia aggiuntiva: la quota pignorabile è applicata solo sulla parte di pensione eccedente l'assegno sociale moltiplicato per due (circa €1.214/mese nel 2025), considerata impignorabile per assicurare il minimo vitale.

La formula

Percentage of an Amount

Result = Amount × Percentage / 100

Amount is the base value, Percentage is the rate applied to it

Esempio pratico

Stipendio netto €1.800/mese, cessione del quinto (20%): quota cedibile €360/mese, residuo €1.440. Stesso stipendio con due pignoramenti concorrenti (es. un'agenzia di riscossione + un creditore privato che si rivolge al giudice per estendere oltre il quinto): il limite massimo cumulato è il 50% = €900, residuo €900. Pensione netta €1.500: la parte impignorabile è €1.214 (assegno sociale × 2 nel 2025); pignorabile solo l'eccedenza €286, di cui al 20% si trattengono €57,20/mese. Per crediti alimentari (es. mantenimento al coniuge separato) il giudice può ordinare quote anche superiori e l'esenzione di base non si applica.

Concetto chiave

Il pignoramento dello stipendio è regolato dall'art. 545 del Codice di Procedura Civile e dal D.P.R. 180/1950 (sulla cessione del quinto): è una delle aree del diritto civile più tutelate, perché la perdita di gran parte del salario comprometterebbe la sopravvivenza del lavoratore e della famiglia. La regola base — il 'limite del quinto' — significa che un singolo creditore può aggredire al massimo il 20% del netto mensile, lasciando l'80% al lavoratore. Le situazioni che modificano questo limite sono diverse: (a) concorso di più creditori — fino al 50% del netto può essere aggredito complessivamente (l'eccedenza richiede provvedimento del giudice); (b) crediti tributari e contributivi (Agenzia Entrate Riscossione, INPS) — possono pignorare fino al 50% del netto per somme superiori a €5.000 ma con il limite del 10% sulla parte fino a €2.500 mensili, ed un sistema progressivo definito dal D.L. 78/2010; (c) crediti alimentari (mantenimento coniuge separato/divorziato, mantenimento figli) — il giudice fissa la quota nella sentenza, può eccedere il quinto e non si applica la soglia minima vitale; (d) crediti per servizi essenziali (utenze, condominio) — limite del quinto. Soglia minima vitale per le pensioni: l'art. 545 c.p.c. comma 7 (introdotto dal D.L. 83/2015) prevede l'impignorabilità della pensione fino al doppio dell'assegno sociale (per il 2025 €607,29 × 2 = €1.214,58 mensili); sulla parte eccedente vale il limite del quinto. Per gli stipendi non esiste una soglia minima identica per i crediti ordinari, ma il giudice in concreto valuta la sufficienza del residuo a garantire la dignità del lavoratore. La cessione del quinto è la versione volontaria del pignoramento: il lavoratore concede a una banca o finanziaria il diritto di trattenere il 20% dello stipendio per un periodo determinato (fino a 120 mesi) in cambio di un finanziamento immediato. È regolata dal D.P.R. 180/1950 e prevede tutele specifiche (assicurazione sulla vita obbligatoria, durata massima, tetto massimo della rata). La cessione del quinto può sommarsi a un altro pignoramento solo entro il limite cumulato del 50%. È quindi possibile avere contemporaneamente: cessione del quinto (20%) + pignoramento giudiziale (fino al 30% concorrente, raggiungendo il 50% complessivo).

Cessione del quinto vs pignoramento: due strade diverse per lo stesso 20%

La cessione del quinto e il pignoramento dello stipendio sono due istituti distinti che arrivano allo stesso risultato pratico — la trattenuta del 20% — ma per vie completamente diverse. La cessione del quinto (D.P.R. 180/1950) è volontaria: il lavoratore stipula con una banca o finanziaria un contratto in cui cede una porzione futura del proprio stipendio (massimo il 20%) per un periodo determinato (max 120 mesi), ricevendo subito una somma di denaro come finanziamento. È regolata da specifiche tutele: polizza vita obbligatoria a carico del finanziatore, tasso massimo sotto i tassi soglia antiusura, possibilità di estinzione anticipata con rimborso parziale degli oneri.

Il pignoramento (artt. 543-554 c.p.c.) è coattivo: nasce da una sentenza, un decreto ingiuntivo esecutivo, un titolo esecutivo del fisco. Il creditore notifica al datore di lavoro (il 'terzo pignorato') l'ordine di trattenere una quota dello stipendio del dipendente e versarla al creditore. Il datore deve obbedire al pignoramento — se non trattenne diventa direttamente responsabile del debito. Il limite è il 20% per singolo creditore ordinario, ma diventa 50% in concorso tra più creditori.

Differenze pratiche cruciali. La cessione del quinto ha un costo: TAEG che mediamente va dal 8% al 16% a seconda del profilo del cliente — può sembrare alto ma include polizza vita, perizia, istruttoria. Il pignoramento è 'gratuito' per il creditore nel senso che non genera nuovi costi (sono già nel titolo), ma costa al debitore in termini di rovina patrimoniale: oneri legali della procedura, interessi di mora, segnalazioni in centrale rischi. Per evitare un pignoramento imminente la cessione del quinto può essere una soluzione: si chiede prestito a banca/finanziaria, si estingue il debito originario, si trasforma una situazione di insolvenza in un piano di rimborso strutturato senza segnalazioni.

Concorso di creditori e limite del 50%: quando il quinto si moltiplica

L'art. 545 comma 6 c.p.c. prevede che in caso di concorso tra più cause di pignoramento il limite complessivo è la metà dello stipendio netto (50%). È un baluardo importante: anche se hai cinque creditori, il totale aggredibile non supera mai la metà del tuo stipendio. Il restante 50% è garantito al lavoratore come 'minimo vitale' istituzionale.

Esempio concreto: stipendio netto €2.000. Hai una cessione del quinto attiva (€400/mese al 20%). Arrivano due decreti ingiuntivi: uno di €5.000 di un fornitore, uno di €3.000 di una finanziaria. Il giudice ordina il pignoramento aggiuntivo: il primo €5.000 → €400/mese (20%), il secondo €3.000 → ma il cumulo non può superare €1.000 (50%). Quindi se cessione del quinto + primo pignoramento sono già a €800, il secondo creditore può prelevare al massimo €200/mese fino a saturare il limite del 50%.

Per i creditori prioritari (alimenti, ad esempio: mantenimento coniuge separato o figli) il giudice può ordinare trattenute che superano il quinto e in casi estremi anche il 50%, perché il diritto al mantenimento è considerato sovraordinato al diritto al residuo stipendio. Lo stipendio del lavoratore tenuto al mantenimento del minore può essere trattenuto anche per il 70-80% se il giudice valuta che ciò sia necessario e tollerabile (considerando le sue esigenze residue). Le situazioni di concorso sono gestite dal giudice dell'esecuzione che decide l'ordine di soddisfazione (privilegi, prelazioni) e il riparto delle somme trattenute.

Soglia minima vitale per le pensioni: art. 545 comma 7 c.p.c.

Il D.L. 83/2015 ha introdotto una protezione aggiuntiva per i pensionati: l'art. 545 comma 7 c.p.c. stabilisce che le pensioni, indennità accessorie e ogni altra somma di natura previdenziale o assistenziale corrisposta a chi ha cessato il rapporto di lavoro sono impignorabili fino al doppio dell'assegno sociale, e pignorabili solo nei limiti del quinto sulla parte eccedente.

Per il 2025 l'assegno sociale è circa €607,29 mensili (importo soggetto a rivalutazione annua). La soglia minima vitale impignorabile è quindi €1.214,58 al mese. Esempio: pensione netta €1.500/mese. Quota impignorabile: €1.214,58. Quota eccedente: €285,42. Quinto pignorabile: €57,08 (20% di €285,42). Se la pensione fosse €1.000/mese, sarebbe interamente impignorabile (sotto soglia).

Importante: la soglia minima vitale non vale per i crediti alimentari (mantenimento coniuge separato/divorziato, mantenimento figli) e non vale per i pignoramenti dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione che hanno regime proprio. Per i pensionati con pensioni medio-basse e debiti ordinari, la soglia minima vitale è una protezione effettivamente significativa: rende sostanzialmente impignorabili pensioni minime e di reversibilità. Per i lavoratori dipendenti non esiste una protezione legale equivalente, ma la giurisprudenza tende ad applicare in via interpretativa criteri di proporzionalità che evitano il completo svuotamento della retribuzione.

Quota pignorabile mensile per stipendio netto e aliquota

Quota mensile trattenibile in euro per i tre limiti standard di pignorabilità dello stipendio netto. La quota residua è quella che resta effettivamente in busta paga del lavoratore.

Stipendio netto20% (un quinto)25% (un quarto)50% (concorso)Residuo al 50%
€1.200€240€300€600€600
€1.500€300€375€750€750
€1.800€360€450€900€900
€2.200€440€550€1.100€1.100
€2.800€560€700€1.400€1.400
€3.500€700€875€1.750€1.750

Cifre mensili. Il 20% è il limite standard di cessione del quinto e pignoramento da singolo creditore ordinario. Il 25% si applica in casi tributari particolari. Il 50% è il limite massimo cumulato in concorso tra creditori (con autorizzazione del giudice). Per le pensioni vige in più la soglia minima vitale impignorabile (€1.214 nel 2025); per gli stipendi non esiste soglia legale equivalente.

Domande frequenti

Quanto può essere pignorato dello stipendio?

Per un singolo creditore ordinario il limite è il 20% del netto (un quinto). In concorso tra più creditori si arriva fino al 50% del netto (con autorizzazione del giudice). Per i crediti dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e INPS si applicano regole specifiche con limiti progressivi che possono arrivare fino al 50% sopra certe soglie.

Si calcola sul netto o sul lordo?

Sul netto. La base di calcolo è lo stipendio mensile effettivamente percepito, dopo trattenute fiscali (IRPEF, addizionali) e contributive (INPS). Esempio: lordo €2.500 con netto €1.800 → cessione del quinto = €360 (20% del netto), non €500. La detrazione si calcola sul netto perché è ciò che il lavoratore realmente ha a disposizione.

C'è una quota minima impignorabile?

Per le pensioni sì: il doppio dell'assegno sociale (€1.214 mensili nel 2025) è impignorabile; sopra questa soglia vale il limite del quinto. Per gli stipendi non esiste una soglia legale generale per i crediti ordinari, ma il giudice valuta sempre la sufficienza del residuo a garantire la dignità del lavoratore. Per i crediti alimentari (mantenimento) l'impignorabilità non si applica.

Posso avere cessione del quinto + pignoramento contemporaneamente?

Sì, ma entro il limite cumulato del 50% dello stipendio netto. Esempio: hai già una cessione del quinto attiva al 20%, può essere disposto un pignoramento giudiziale fino a un altro 30% per arrivare al 50% totale. Oltre il 50% è impignorabile salvo casi eccezionali decisi dal giudice (es. crediti alimentari con autorizzazione).

Per quanto tempo dura un pignoramento?

Fino al pagamento integrale del debito, oneri e interessi inclusi. Per la cessione del quinto la durata massima è di 120 mesi (10 anni) per legge. Per il pignoramento giudiziale la durata dipende dall'entità del credito e dalla parte trattenuta mensile: un debito di €18.000 con prelievo di €300/mese richiede 60 mesi (5 anni) per essere estinto, con interessi che possono prolungare ulteriormente la trattenuta.

Cosa succede se cambio lavoro o vado in pensione?

Il pignoramento segue il debitore: il nuovo datore di lavoro (o INPS in caso di pensione) deve essere informato del pignoramento o cessione in corso, e continuare le trattenute. Per la cessione del quinto è previsto un meccanismo specifico per evitare l'interruzione e il riavvio è gestito dalla banca cedente, spesso con polizza di copertura per il rischio di disoccupazione. La cessazione del rapporto non estingue il debito, solo trasferisce o sospende temporaneamente le trattenute.

Riferimenti e fonti ufficiali

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Metodologia e revisione

Ugo Candido ✓ Editor
Founder & Editor-in-Chief di CalcDomain — responsabile della metodologia, delle fonti e della revisione tecnica di questo calcolatore.

Il calcolatore applica i limiti di pignorabilità dello stipendio (art. 545 c.p.c., D.P.R. 180/1950): un quinto (20%) per la cessione volontaria e per il pignoramento da parte di un singolo creditore ordinario; fino a un quarto (25%) per crediti tributari e contributivi nei casi previsti; fino a metà (50%) in concorso tra creditori. Una soglia minima vitale (assegno sociale × 2) è impignorabile per i crediti diversi da alimenti. Il calcolatore inquadra il caso standard del 20%; per casistiche particolari verificare con un professionista.

Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento June 1, 2026.