Calcolo Imposta di Registro Contratto di Locazione
Calcola l'imposta di registro annuale dovuta sul contratto di locazione abitativa — il 2% del canone annuo (con minimo €67), ripartito 50/50 tra locatore e inquilino se non diversamente pattuito.
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Scenari di confronto
Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:
| Scenario | Imposta di registro annua | Canone netto dopo registro |
|---|---|---|
| €9.000 (€750/mese) · 2% abitativo | 180 | 8,820 |
| €12.000 (€1.000/mese) · 2% abitativo | 240 | 11,760 |
| €18.000 commerciale · 1% | 180 | 17,820 |
| €6.000 (€500/mese) · 2% abitativo | 120 | 5,880 |
Come funziona questo calcolatore
Inserisci il canone annuo (mensile × 12) e l'aliquota (2% per locazioni abitative standard). Il calcolatore restituisce l'imposta annua dovuta all'Agenzia delle Entrate. Per legge l'imposta è ripartita in parti uguali tra locatore e inquilino salvo diverso accordo contrattuale: ciascuno paga il 50% (cioè l'1% del canone annuo per parte). Si versa con modello F24 entro 30 giorni dalla stipula per la prima annualità, e per ciascuna annualità successiva entro 30 giorni dall'anniversario.
La formula
Percentage of an Amount
Amount is the base value, Percentage is the rate applied to it
Esempio pratico
Canone mensile €750 → annuo €9.000. Imposta di registro al 2%: €180 annui. Diviso tra le parti: €90 al locatore e €90 all'inquilino. In alternativa, pagamento in unica soluzione per tutta la durata del contratto (es. 4 anni): €720 con sconto del 19,5% (riduzione legata alla rinuncia all'opzione annuale) = €580 circa. Per un contratto a canone concordato la stessa aliquota 2% si applica al canone già ridotto. Con cedolare secca → €0 di imposta di registro, sostituita dalla tassa cedolare unica 21% (o 10% per canone concordato).
Concetto chiave
L'imposta di registro è dovuta su tutti i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo che superano i 30 giorni di durata complessiva (i contratti brevi sotto 30 giorni cumulati per anno con stesso conduttore sono esenti da registrazione e dalla relativa imposta). Aliquote vigenti: 2% canone annuo per abitazioni e relative pertinenze (la più comune); 1% per immobili strumentali ceduti da soggetto IVA; 0,5% per terreni e fondi rustici. Soglia minima €67 per ogni annualità — se il 2% del canone è inferiore, si paga comunque €67. Modalità di versamento: pagamento annuale (l'imposta della singola annualità entro 30 giorni dall'anniversario) o pagamento in unica soluzione per l'intera durata del contratto, con sconto: i contratti pluriennali con pagamento anticipato godono di una riduzione che li rende leggermente più convenienti, ma immobilizza più cassa all'inizio. Ripartizione: l'art. 8 DPR 131/1986 prevede che locatore e conduttore sono obbligati in solido al versamento dell'imposta — il Fisco può richiederla a entrambi indistintamente — ma per legge si divide al 50% nei rapporti interni salvo diverso accordo (frequente la clausola 'a totale carico del conduttore' nei contratti commerciali; meno nei residenziali). Il vero spartiacque è la cedolare secca: chi opta per la cedolare paga il 21% (o 10% per canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa) sul canone come tassa sostitutiva di IRPEF, addizionali, registro e bollo. Per un locatore privato in 35-43% di IRPEF marginale la cedolare conviene quasi sempre; per i contratti ad uso commerciale e per usi non abitativi la cedolare non è disponibile e si paga sempre il regime ordinario con imposta di registro. La registrazione del contratto è obbligatoria entro 30 giorni dalla stipula (DM 12 luglio 2007): il contratto non registrato è nullo (art. 1, comma 346, legge 311/2004), con conseguente perdita di tutela giudiziale e sanzioni che vanno dal 120% al 240% dell'imposta evasa.
Le tre aliquote dell'imposta di registro sulle locazioni
L'imposta di registro sui contratti di locazione applica tre aliquote diverse a seconda della natura dell'immobile e del cedente. Conoscere quella giusta è cruciale: applicare un'aliquota sbagliata espone a sanzioni per imposta inferiore versata.
Aliquota 2% — Locazioni abitative e relative pertinenze. È la più comune: vale per tutti i contratti di affitto di appartamenti, ville, garage, cantine e box pertinenziali a destinazione abitativa, indipendentemente dalla natura del locatore (persona fisica o impresa) e del conduttore. Si applica al canone annuo; per contratti pluriennali a canone variabile (es. con clausola ISTAT) l'imposta annua si aggiorna in base al canone effettivo dell'annualità.
Aliquota 1% — Locazioni di immobili strumentali (uffici, capannoni, negozi) ceduti da soggetto passivo IVA. È un regime fiscale 'compensativo': la riduzione di registro dall'2% all'1% bilancia il fatto che l'operazione sconta anche IVA al 22% (con applicazione del reverse charge nel caso più frequente). Per il conduttore impresa l'IVA è recuperabile e quindi neutra; per un conduttore privato (raro nei commerciali) è un costo aggiuntivo. Aliquota 0,5% — Terreni e fondi rustici: la quota minima riconosce il valore economico contenuto degli affitti agricoli su base annua.
Imposta di registro vs cedolare secca: la convenienza dipende dall'IRPEF
L'imposta di registro 2% è solo il 'piccolo' costo fiscale di una locazione tradizionale: il vero peso sono IRPEF e addizionali sul reddito da locazione (95% del canone tassato all'aliquota marginale). La cedolare secca al 21% (o 10% per canone concordato) sostituisce TUTTO: IRPEF + addizionali + registro + bollo, con un'unica imposta sostitutiva.
Esempio concreto: locatore in 35% di IRPEF marginale che affitta a €750/mese (€9.000/anno). Regime ordinario: imponibile €8.550 (95% del canone), IRPEF 35% = €2.992, addizionali ~€200, registro a carico del locatore (50% di €180) = €90 → totale carico fiscale €3.282/anno. Cedolare 21%: €1.890/anno totali, niente registro, niente IRPEF, niente addizionali. Risparmio €1.392/anno (€116/mese) con la cedolare — circa il 15% del canone in più nelle tasche del locatore.
La cedolare conviene a chi è in 35-43% di IRPEF marginale (la maggioranza dei locatori privati italiani). Per contribuenti in 23% (reddito annuo basso) il vantaggio si riduce ma resta positivo. Lo svantaggio principale della cedolare è la rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone per tutta la durata dell'opzione: in scenari di alta inflazione (>4-5% annuo) può costare il vantaggio fiscale. Inoltre la cedolare al 10% per canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa e richiede il contratto-tipo dell'accordo territoriale: non tutti i comuni hanno l'accordo siglato e quindi non tutti i locatori possono fruire del 10%.
Solidarietà tra le parti e ripartizione contrattuale: chi paga davvero
L'art. 57 del DPR 131/1986 stabilisce la solidarietà passiva tra locatore e conduttore per l'imposta di registro: l'Agenzia delle Entrate può chiedere il pagamento integrale a uno qualsiasi dei due, indipendentemente dagli accordi interni. Nei rapporti tra le parti, salvo diverso patto contrattuale, l'imposta si ripartisce in parti uguali (50-50).
Nella pratica i contratti residenziali italiani prevedono quasi sempre la ripartizione al 50%, talvolta a carico esclusivo del conduttore (clausola valida purché esplicita in contratto). I contratti commerciali invece pongono spesso l'intera imposta a carico del conduttore (è una pratica consolidata nei contratti di affitto di negozi e uffici). Per il conduttore impresa l'imposta di registro è un costo deducibile dal reddito d'impresa, quindi l'onere effettivo è ridotto dall'aliquota IRES o IRPEF dell'impresa.
Operativamente: il portale 'RLI Web' dell'Agenzia delle Entrate consente la registrazione telematica del contratto e il versamento contestuale tramite addebito su conto. La pratica più diffusa è che una delle due parti (di norma il locatore) versi l'intera imposta e si rivalga sull'altra per la quota di sua spettanza. È buona prassi chiarire in contratto sia la ripartizione sia il soggetto che procede materialmente al versamento, per evitare disguidi nelle annualità successive (quando spesso l'inquilino dimentica e il locatore versa per evitare ritardi sanzionabili).
Imposta di registro annua per canone e regime
Imposta di registro annua dovuta sui contratti di locazione per i tre regimi di aliquota in vigore. Le cifre sono al lordo della ripartizione 50/50 standard tra locatore e conduttore (ciascuno paga metà salvo diverso accordo).
| Canone annuo | 2% abitazioni | 1% strumentali | 0,5% terreni | 0% cedolare secca |
|---|---|---|---|---|
| €3.350 (€279/mese) | €67 (min) | €67 (min) | €67 (min) | €0 |
| €6.000 (€500/mese) | €120 | €67 (min) | €67 (min) | €0 |
| €9.000 (€750/mese) | €180 | €90 | €67 (min) | €0 |
| €12.000 (€1.000/mese) | €240 | €120 | €67 (min) | €0 |
| €18.000 (€1.500/mese) | €360 | €180 | €90 | €0 |
| €24.000 (€2.000/mese) | €480 | €240 | €120 | €0 |
Minimo dovuto: €67 per annualità anche se il prodotto canone×aliquota è inferiore. Locazioni abitative: 2% standard. Immobili strumentali ceduti da soggetto IVA: 1%. Terreni e fondi rustici: 0,5%. Cedolare secca: registro sostituito dalla cedolare 21% (o 10% canone concordato). Ripartizione 50/50 tra locatore e conduttore salvo diverso patto.
Domande frequenti
Come si calcola l'imposta di registro su un affitto?
Si moltiplica il canone annuo per il 2% (aliquota standard locazioni abitative). Esempio: canone €750/mese × 12 = €9.000 annui → imposta €180. Minimo dovuto: €67 per annualità anche se il 2% è inferiore. Per cedolare secca: €0 (l'imposta è sostituita dalla cedolare 21% o 10%).
Chi paga l'imposta di registro: locatore o inquilino?
Per legge sono obbligati in solido (l'Agenzia delle Entrate può rivolgersi a entrambi). Salvo diverso accordo contrattuale, l'imposta si divide al 50% tra le parti: €180 totali → €90 al locatore e €90 all'inquilino. Spesso il locatore versa per intero e si rivale sull'inquilino per la quota, oppure il versamento avviene tramite il portale 'RLI Web' dell'Agenzia.
Conviene pagare annuale o in unica soluzione?
Il pagamento in unica soluzione per tutta la durata del contratto gode di uno sconto (variazione percentuale legata al numero di anni anticipati): è leggermente più conveniente in valore assoluto. Per contro immobilizza più cassa subito (€720 invece di €180/anno per un 4+4). Se prevedi di sciogliere il contratto prima, il pagamento annuale è più flessibile.
L'imposta di registro vale anche per la cedolare secca?
No. L'opzione per la cedolare secca esenta il contratto dall'imposta di registro per le annualità in cui l'opzione è attiva (art. 3, comma 2, D.Lgs 23/2011). Si paga solo la cedolare (21% o 10%) sul canone, come tassa sostitutiva di IRPEF, addizionali, registro e bollo. Per gli adempimenti restano la registrazione iniziale (gratuita se in cedolare) e le proroghe.
Cosa succede se non si registra il contratto?
Il contratto non registrato entro 30 giorni dalla stipula è nullo per legge (art. 1 comma 346 L. 311/2004) — il locatore perde tutela giudiziale per il pagamento del canone e per lo sfratto. Si applicano inoltre sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta evasa, ridotte se si ricorre al ravvedimento operoso (dall'1/10 al 1/5 a seconda del ritardo). La registrazione tardiva è quindi sempre da preferire alla mancata registrazione.
Come si paga l'imposta di registro?
Tramite modello F24 ELIDE oppure online via il portale 'RLI' (Registrazione Locazioni Immobili) dell'Agenzia delle Entrate. Codici tributo: 1500 per registro contratto, 1501 per rinnovi, 1502 per cessione, 1503 per risoluzione anticipata, 1504 per proroga. Per i contratti registrati telematicamente il versamento è contestuale alla registrazione.
Riferimenti e fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Locazioni — registrazione, imposta di registro, modalità di pagamento · consulted May 31, 2026 · Vademecum ufficiale dell'Agenzia delle Entrate su registrazione contratti, modello RLI, codici tributo
- D.P.R. 131/1986 — Testo Unico Imposte di Registro, art. 5 Tariffa Parte Prima — Aliquote dell'imposta di registro per le locazioni · consulted May 31, 2026 · Fonte normativa primaria — aliquote 2% / 1% / 0,5%, minimo €67, modalità di versamento
- D.Lgs 23/2011 — art. 3 — Cedolare secca — sostituzione dell'imposta di registro per i locatori privati · consulted May 31, 2026 · Disciplina della cedolare secca — esenzione da imposta di registro e di bollo in caso di opzione
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Metodologia e revisione
L'imposta di registro sui contratti di locazione abitativa si calcola al 2% del canone annuo (Tariffa Parte Prima, art. 5 lett. b, DPR 131/1986), con minimo di €67 per annualità. Il versamento può essere annuale (sull'imposta della singola annualità) o in unica soluzione all'inizio del contratto (con sconto del 15% sulla parte non utilizzata in caso di risoluzione). Il calcolatore mostra l'imposta annua dovuta; in regime di cedolare secca questa imposta non si paga.
Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento June 1, 2026.