Calcolo Ritenuta Titoli di Stato: Tassazione Agevolata 12,5%

Calcola la ritenuta fiscale sui rendimenti dei titoli di Stato italiani — l'aliquota agevolata del 12,5% che li differenzia dagli altri strumenti finanziari (tassati al 26%) e che è la principale ragione del loro vantaggio fiscale per i risparmiatori privati.

✓ Revisione editoriale Aggiornato June 1, 2026 di Ugo Candido
Percentage & Amount
12,5% per titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT, BTP Italia, BTP Valore), titoli enti territoriali, titoli sovranazionali (BEI, BIRS), titoli di Stati 'white list'. 26% per azioni, ETF, obbligazioni corporate (anche se emesse da banche italiane), fondi comuni non immobiliari, certificates. Le minusvalenze si possono compensare entro 4 anni dalla loro maturazione.
L'importo lordo da cui si calcola la ritenuta — può essere una cedola periodica di BTP/BOT/CCT, una plusvalenza da rivendita prima della scadenza, o l'interesse maturato per BOT (differenza prezzo emissione vs rimborso).
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Scenari di confronto

Come cambiano i numeri nelle situazioni tipiche per questo calcolatore:

ScenarioRitenuta fiscaleImporto netto incassato
Cedola €1.000 BTP · 12,5%125875
Cedola €1.000 corporate · 26%260740
Plusvalenza €5.000 BTP · 12,5%6254,375
Plusvalenza €5.000 ETF · 26%1,3003,700

Come funziona questo calcolatore

Inserisci l'importo lordo (cedola periodica, plusvalenza da rivendita, o disaggio di emissione dei BOT) e l'aliquota applicabile — 12,5% per i titoli di Stato e equiparati, 26% per gli altri strumenti finanziari. Il calcolatore restituisce la ritenuta fiscale (trattenuta automaticamente dall'intermediario al pagamento o accredito) e il netto effettivo che ricevi. Per i titoli detenuti su conti intestati a persone fisiche, la ritenuta è 'a titolo d'imposta': definitiva, niente da dichiarare in 730 o Unico. Per i titoli in conto deposito titoli aziendale (regime amministrato) la tassazione è gestita interamente dalla banca.

La formula

Percentage of an Amount

Result = Amount × Percentage / 100

Amount is the base value, Percentage is the rate applied to it

Esempio pratico

BTP decennale, taglio nominale €10.000, cedola lorda annua €400 (4%). Ritenuta 12,5%: €50. Cedola netta percepita: €350. Lo stesso 4% lordo su un'obbligazione corporate al 26% darebbe ritenuta €104 e netto €296 — €54 in meno l'anno solo per il differenziale fiscale. Per un BOT a 12 mesi acquistato a €98.500 e rimborsato a €100.000: disaggio €1.500, ritenuta 12,5% = €187,50, netto effettivo €1.312,50. Il rendimento netto del BOT è (1.312,50 / 98.500) × 365/365 = 1,33% — su base di tasso lordo (1.500/98.500 × 365/365) = 1,52% lordo.

Concetto chiave

I titoli di Stato italiani godono di una tassazione storicamente agevolata: 12,5% contro il 26% applicato agli altri strumenti finanziari. È una scelta di policy precisa: l'agevolazione fiscale rende più conveniente l'acquisto di titoli pubblici, riducendo il costo di finanziamento dello Stato (può collocare a tassi più bassi rispetto a quanto dovrebbe pagare se i suoi titoli fossero tassati come gli altri). L'aliquota 12,5% è stata mantenuta nella riforma del 2014 (D.L. 66/2014) che ha portato dal 20% al 26% la tassazione di azioni, obbligazioni private, ETF, fondi comuni: i titoli di Stato sono rimasti esclusi proprio per non danneggiare la finanza pubblica. Strumenti che godono dell'aliquota 12,5%: (1) titoli di Stato italiani — BOT (Buoni Ordinari del Tesoro, scadenza 3-12 mesi), CTZ (Certificati del Tesoro Zero coupon, scadenza 24 mesi), BTP (Buoni del Tesoro Poliennali, scadenze 3-50 anni), CCT (Certificati di Credito del Tesoro a tasso variabile), BTP Italia (indicizzati FOI con cedole semestrali), BTP Valore (lanciati per retail con tasso step-up); (2) titoli di Stato esteri di Stati 'white list' (paesi UE, OCSE che hanno accordi di scambio info); (3) titoli emessi da enti territoriali (regioni, province, comuni); (4) titoli sovranazionali (BEI Banca Europea Investimenti, BIRS Banca Mondiale, BERS, ecc.); (5) buoni postali fruttiferi delle Poste; (6) Buoni del Tesoro Pluriennali Garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti. Strumenti tassati al 26%: azioni italiane ed estere, ETF (anche quelli che investono in titoli di Stato!), fondi comuni d'investimento (esclusi quelli immobiliari), obbligazioni corporate (anche bancarie), certificates, prodotti strutturati, criptovalute. Curiosità: un ETF che investe al 100% in BTP è tassato al 26% (perché è il rendimento dell'ETF, non del BTP sottostante, a essere tassato); chi vuole l'aliquota 12,5% deve possedere direttamente i BTP. La regola della compensazione minusvalenze: le minusvalenze sui titoli di Stato e altri redditi diversi si possono compensare con plusvalenze della stessa natura (redditi diversi di natura finanziaria) entro 4 anni dalla maturazione. Non si possono compensare le minusvalenze con redditi di capitale (cedole, dividendi), creando talvolta situazioni paradossali in cui si pagano tasse su rendimenti positivi nonostante un risultato complessivamente in perdita. Il regime di tassazione amministrato (predefinito presso le banche italiane) semplifica tutto: la banca calcola, trattiene e versa, gestisce le compensazioni minusvalenze interne, il cliente non deve fare nulla. Il regime di tassazione dichiarativo richiede al cliente di dichiarare tutte le operazioni in Unico/Redditi PF — è obbligatorio per chi detiene titoli su intermediari esteri o per cripto-asset.

L'arbitraggio 12,5% vs 26%: perché conviene scegliere i titoli giusti

La differenza tra l'aliquota agevolata del 12,5% per i titoli di Stato e l'aliquota ordinaria del 26% per gli altri strumenti finanziari è il principale fattore di asimmetria fiscale del portafoglio finanziario italiano. Su un rendimento lordo identico, la diversa tassazione produce risultati netti molto diversi nel medio-lungo periodo.

Esempio numerico: due investimenti che producono ciascuno €1.000/anno di cedole lorde. BTP italiano: ritenuta 12,5% = €125, netto €875. Obbligazione corporate (anche di banca italiana): ritenuta 26% = €260, netto €740. Differenza €135/anno sul singolo cedola. Su un portafoglio €100.000 con rendimento lordo 4%: BTP rendono €3.500 netti, obbligazioni corporate rendono €2.960 netti. Su 20 anni di capitalizzazione composta dei flussi reinvestiti, la differenza supera €15.000 di patrimonio finale.

Implicazioni di asset allocation: per la componente obbligazionaria di un portafoglio italiano, scegliere BTP/CCT/BOT al posto di obbligazioni corporate (a parità di rating e durata) significa massimizzare il netto fiscale. Strumenti come gli ETF obbligazionari, anche se contengono titoli di Stato, perdono il vantaggio fiscale (tassati al 26%): preferirli ai BTP diretti ha senso solo per la diversificazione internazionale automatica o per importi modesti dove l'acquisto di singoli titoli sarebbe inefficiente. Il vantaggio dell'aliquota 12,5% non si applica ai certificates né ai prodotti strutturati che 'replicano' BTP — la natura giuridica dello strumento conta più del sottostante.

Regime amministrato vs dichiarativo: come gestire la fiscalità

I risparmiatori italiani possono scegliere tra due regimi fiscali per la gestione dei titoli detenuti tramite intermediari finanziari: amministrato e dichiarativo. La scelta influisce su semplicità operativa, compensazione di minusvalenze, oneri dichiarativi.

Regime amministrato (default per persone fisiche presso banche italiane): l'intermediario calcola, trattiene e versa la ritenuta su ogni operazione e cedola. Le minusvalenze maturate vengono automaticamente compensate con plusvalenze successive entro 4 anni. Il cliente non deve dichiarare nulla in 730/Unico per i titoli detenuti in regime amministrato. Vantaggi: massima semplicità, no errori, accredito netto immediato. Svantaggi: le minusvalenze sono compensabili solo all'interno dello stesso intermediario (per cambiare banca si può chiedere il 'trasporto' delle minusvalenze ma con vincoli temporali).

Regime dichiarativo: il cliente è responsabile della dichiarazione fiscale di tutte le operazioni. Plusvalenze, minusvalenze e cedole vanno indicate in quadro RT/RM del modello Redditi PF. La tassazione si versa autonomamente con F24. Vantaggi: massima flessibilità di compensazione delle minusvalenze tra intermediari diversi, possibilità di pianificazione fiscale (es. realizzare minusvalenze entro l'anno fiscale per ridurre tasse su plusvalenze). Svantaggi: complessità operativa, rischio errori. È OBBLIGATORIO per titoli detenuti su intermediari esteri (Interactive Brokers, Degiro pre-2024, ecc.), per le criptovalute, e in alcuni casi residuali di operazioni complesse.

BTP Italia e BTP Valore: titoli pensati per il retail

Il Tesoro italiano ha introdotto negli ultimi anni titoli dedicati ai risparmiatori privati (retail) con strutture pensate per essere semplici, attraenti e con incentivi fiscali aggiuntivi al 12,5% di base. I due principali sono BTP Italia e BTP Valore.

BTP Italia (dal 2012): obbligazioni indicizzate all'indice FOI ISTAT, cedole semestrali calcolate sul nominale rivalutato (componente nominale + componente inflazione), durata 4-8 anni. Pagano cedola minima reale + rivalutazione del capitale all'inflazione. Sono lo strumento ideale per proteggersi dall'inflazione: in anni di alta inflazione (2022-2023) hanno generato rendimenti reali significativi (cedole 1,5-2% reali + rivalutazione 5-8%). A scadenza, oltre al capitale nominale rivalutato si percepisce un premio fedeltà (per chi acquista in collocamento primario e mantiene fino a scadenza). Tassazione: 12,5% standard sui titoli di Stato.

BTP Valore (dal 2023): obbligazioni a tasso fisso step-up (cedola crescente nel tempo) e durata 4-6 anni, riservate al collocamento retail. Includono un premio fedeltà al rimborso per chi mantiene fino a scadenza (es. 0,5% del nominale per la prima emissione 2023). Sono uno strumento più semplice del BTP Italia (no indicizzazione inflazione) ma con un vantaggio di rendimento crescente che attenua il rischio di reinvestimento delle cedole. Le emissioni 2023-2024 hanno avuto un grande successo: oltre €50 miliardi raccolti in 4 emissioni. Tassazione: 12,5% standard. Strategia di portafoglio per investitori italiani: combinare BTP standard (per cedola fissa attuale), BTP Italia (protezione inflazione strutturale), BTP Valore (premio fedeltà retail) può creare un mix obbligazionario sovrano efficace e fiscalmente ottimizzato per la componente obbligazionaria del portafoglio.

Ritenuta e netto per importo lordo e aliquota

Ritenuta fiscale e importo netto incassato per i due regimi di aliquota in vigore: 12,5% per titoli di Stato e equiparati, 26% per altri strumenti finanziari. Vale per cedole, plusvalenze e disaggi di emissione.

Lordo12,5% — Ritenuta12,5% — Netto26% — Ritenuta26% — Netto
€100€12,50€87,50€26€74
€500€62,50€437,50€130€370
€1.000€125€875€260€740
€2.500€312,50€2.187,50€650€1.850
€5.000€625€4.375€1.300€3.700
€10.000€1.250€8.750€2.600€7.400

L'aliquota 12,5% si applica a BTP, BOT, CCT, BTP Italia, BTP Valore, buoni postali, titoli enti territoriali (regioni, comuni), titoli sovranazionali (BEI, BIRS). L'aliquota 26% si applica a azioni, ETF (anche se obbligazionari su BTP), obbligazioni corporate, fondi comuni, certificates. Le minusvalenze si compensano entro 4 anni dalla maturazione, solo con redditi diversi (non con cedole/dividendi).

Domande frequenti

Quale aliquota si applica ai titoli di Stato?

12,5% (aliquota agevolata, D.Lgs 239/1996). Si applica a cedole, plusvalenze e disaggi di emissione di BOT, BTP, CCT, BTP Italia, BTP Valore, titoli emessi da Stati 'white list', enti territoriali (regioni, province, comuni), enti sovranazionali (BEI, Banca Mondiale, BERS) e ai buoni postali fruttiferi.

Perché 12,5% e non 26%?

È una scelta di politica fiscale: rendere conveniente l'acquisto di titoli pubblici per ridurre il costo di finanziamento dello Stato. Quando nel 2014 la tassazione delle rendite finanziarie è stata portata dal 20% al 26%, i titoli di Stato sono stati esclusi proprio per non scoraggiare la sottoscrizione e quindi non aumentare lo spread di emissione.

Un ETF che investe in BTP è tassato al 12,5%?

No, al 26%. È il rendimento dell'ETF (come strumento finanziario) a essere tassato, non i singoli BTP sottostanti. Stesso paradosso per i fondi comuni d'investimento che investono in titoli di Stato. Per beneficiare dell'aliquota 12,5% serve possedere direttamente i titoli (BTP, BOT, ecc.), non tramite ETF o fondi.

La ritenuta è automatica?

Sì, per i titoli detenuti tramite intermediari italiani (banche, SIM) in regime amministrato (default per persone fisiche). La ritenuta è prelevata direttamente al pagamento della cedola o al regolamento della vendita: il cliente vede subito il netto sul conto. È a titolo d'imposta: definitiva, niente da dichiarare in 730/Unico. Per intermediari esteri o regime dichiarativo serve dichiarazione manuale.

Posso compensare minusvalenze su BTP con plusvalenze su azioni?

Sì, ma solo con plusvalenze 'di natura finanziaria' (redditi diversi). Le minusvalenze su titoli di Stato (es. rivendita BTP a prezzo inferiore di acquisto) si compensano con: plusvalenze su altri titoli di Stato, azioni, obbligazioni, ETF. NON si compensano con redditi di capitale (cedole, dividendi). Limite: 4 anni dalla maturazione della minusvalenza.

Quanto rende davvero un BTP al 4% nominale?

4% lordo annuo sulla cedola = 3,5% netto dopo ritenuta 12,5%. Su un BTP €10.000 nominali con cedola 4%: €400 lordi annui, €350 netti. Per il rendimento totale (YTM, yield to maturity) bisogna considerare anche il prezzo di acquisto: se acquistato sotto la pari (es. a 95) il rendimento totale è superiore alla cedola, perché alla scadenza viene rimborsato a 100 generando un capital gain implicito.

Riferimenti e fonti ufficiali

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Metodologia e revisione

Ugo Candido ✓ Editor
Founder & Editor-in-Chief di CalcDomain — responsabile della metodologia, delle fonti e della revisione tecnica di questo calcolatore.

I titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT, BTP Italia, BTP Valore) e i titoli emessi da Stati 'white list' sono tassati al 12,5% (D.Lgs 239/1996, art. 2). La stessa aliquota si applica ai titoli emessi da enti territoriali (regioni, province, comuni) e a quelli sovranazionali (BEI, Banca Mondiale, ecc.). Per gli altri strumenti finanziari (azioni, ETF, obbligazioni corporate, fondi comuni non immobiliari) si applica il 26% (D.L. 66/2014). Il calcolatore mostra ritenuta dovuta e netto effettivo per qualsiasi base imponibile (cedola incassata o plusvalenza realizzata).

Scritto da Ugo Candido · Ultimo aggiornamento June 1, 2026.